19 Maggio, 2020

Scommettiamo su una start-up?

“(…)Lo so: la maggior parte delle persone, a sentire parlare di start-up s’irrigidisce per il nervoso. Questo perché, soprattutto in Italia, ha preso piede una retorica un po’ semplicistica e ridicola sull’argomento, che rimanda un immaginario di ragazzini diventati milionari nel giro di pochi mesi grazie un’idea vincente, giovani guru da TED Talk, oppure nerd chiusi dentro un garage che elaborano astrusi algoritmi per inventare la prossima app.

In realtà questo termine così abusato indica semplicemente la fase di avvio di una nuova azienda, con tutto ciò che comporta a livello organizzativo e strutturale. Tra l’altro, spesso si confonde il termine start-up con la progettazione di app o comunque con il lancio di progetti che hanno a che fare soltanto con Internet.

In realtà, se è vero che nella sua definizione originaria il concetto in start-up si riferiva a una tipologia ben precisa di società, caratterizzata da una forte matrice digitale in grado di offrire soluzione assolutamente all’avanguardia, con il tempo questa definizione è diventata più elastica, arrivando a comprendere le aziende di nuova fondazione che operano nei settori più disparati. Fare start-up, quindi, è un concetto piuttosto ampio e può voler anche dire lanciare un nuovo progetto all’interno di un gruppo aziendale, magari uno spin off, cioè una costola che si stacca dall’azienda madre per sviluppare business collaterali (…)”

Questo è ciò che scrive Riccardo Pozzoli nel suo libro “Non è un paese per vecchi” dando una definizione chiara e concisa su questo nuovo fenomeno che rimane ancora per tanti un concetto difficile da comprendere.

Fino a qualche tempo fa, si partiva dal presupposto che bisognava avere dei capitali a disposizione e gli stessi capitali dovevano essere organizzati e disponibili per il reperimento delle risorse utili alla propria produzione, aspettando l’idea che avrebbe fatto la differenza si iniziava a fare impresa!.

Il “processo start-up” è differente! E’ l’idea la parte centrale, è lei la protagonista! L’impresa inizia ad esistere con l’idea che troverà il modo giusto per finanziarsi o farsi finanziare!

Quali sono le caratteristiche delle start-up?

Le start-up devono avere quattro caratteristiche: scalabilitàreplicabilità del modello di businessinnovazione temporaneità.

  • SCALABILITA’ è la capacità di una start-up di crescere in modo esponenziale utilizzando poche risorse.
  • REPLICABILITA’ si intende che il modello di business può essere ripetuto in diverse aree geografiche e in diversi periodi temporali senza necessità di fare grandi modifiche. 
  • INNOVAZIONE di processo o prodotto. Le start-up nascono per soddisfare un bisogno non ancora soddisfatto (o per creare un bisogno non ancora evidente). Nascono per sconvolgere (o per creare) un mercato. Nascono per innovare.
  • TEMPORANEITA’ le start-up sono transitorie e rappresentano la prima fase del percorso aziendale di crescita che la porterà a diventare una grande impresa.

A noi piace pensare che la start-up è per definizione una SCOMMESSA.

Per chi la fa e per chi ci investe.

Investire sulle start-up sarà pur una grande scommessa ma vuol dire anche CONTRIBUIRE ALL’INNOVAZIONE DEL NOSTRO PAESE.

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